Audio Analogue Maestro 2.0

Introduzione

Audio Analogue, ormai, è un brand ben noto nel settore HiFi da molti anni per la loro qualità delle elettroniche realizzate. Fu fondata nel 1995 da Giuseppe Blanda e da Claudio Bertini (quest’ultimo ha poi successivamente fondato Airtech per la progettazione e messa a punto delle elettroniche di pregio nonché sviluppare tutta una serie di cavi di elevata qualità). Entrambi le aziende fanno capo ad AF Group Srl che si occupa della distribuzione ed esportazione dei prodotti delle due Aziende di cui sopra.

In questa sede ci occuperemo dell’ultimo nato degli amplificatori integrati della serie Anniversary: il Maestro 2.0. Si tratta di un integrato che lavora in classe AB della potenza di 200 watt per canale interamente bilanciato Zero Global Feedback.

Aspetto tecnico

Perché Maestro 2.0 ? Il “2” sta per 200 watt/ch e “0” sta per Zero Global Feedback, ossia non viene utilizzata alcuna rete di retroazione in nessun stadio del percorso del segnale così da ottenere svariati vantaggi tra i quali spicca l’insensibilità della variazione del carico applicato e quindi nessuna difficoltà di pilotaggio anche con diffusori “ostici”; inoltre tale scelta permette di aumentare l’impedenza di ingresso, diminuire l’impedenza di uscita, stabilizzare il guadagno, ridurre i disturbi dell’alimentazione, diminuire la distorsione, fino a livelli quasi non misurabili e stabilizzare il punto di lavoro. In sostanza l’amplificatore senza feedback, come detto, è meno sensibile al tipo di carico da pilotare. Infatti, a parte il coefficiente di smorzamento inferiore, ha un comportamento molto più silenzioso sui carichi reattivi. Non ha tendenza ad oscillare, fa picchi di risonanza ad alta frequenza non saturando gli stadi di ingresso e non ha mai i due ingressi del differenziale liberi di essere utilizzati in configurazione bilanciata senza dover passare il segnale attraverso l’operativo. Quindi la domanda finale è, ovviamente, questo porta un suono migliore? Audio Analogue è un forte sostenitore di tale approccio ed è per questo che è stato scelto un percorso più difficile per progettare un amplificatore in assenza di feedback tipico.

Saremmo del parere, quindi, che in questo nuovo progetto l’Ing. Puccini assieme a Mr. Bertini (orecchio assoluto per la messa a punto) unitamente a tutto il Team Audio Analogue abbiano realmente superato se stessi.

Il Maestro 2.0 è un amplificatore integrato, completamente “Dual Mono” ed interamente bilanciato, e come detto “Zero Global Feedback”, ove l’alimentazione si avvale di due Trasformatori Toroidali, completamente incapsulati (così da evitare dispersioni di qualsiasi genere) da ben 670 VA ciascuno coadiuvati da una rete di condensatori di filtraggio per cpl 40.000 µF/canale. Come detto, questa elettronica è realmente Dual Mono ed infatti ogni scheda è stata studiata e realizzata in tale ottica così da ottenere di fatto in un unico case due amplificatori mono completamente separati in tutto e per tutto. Tutto il sistema è pertanto dotato di schede (sei in totale) completamente simmetriche (canale dx e sx) e collegate tra di loro con conduttori di puro rame 7N OCC, realizzati su precise specifiche Airtech. Conduttori che poi vengono anche utilizzati per la produzione dei pregiati caviAirTech di alta qualità. I dati di potenza di base sono 200 watt per canale a 8 ohm, 400 watt a carico 4 ohm e 600 watt a 2 ohm.

Particolare attenzione è stata data al controllo di volume, in questo caso utilizzando un sistema a relè e resistenze (di alta precisione), soluzione che permette di ottenere l’affidabilità ed il bilanciamento di un controllo digitale e di poter gestire quattro diverse scale di volume selezionabili, e al contempo il trattamento del segnale avviene in maniera completamente analogica. Inoltre è presente un alto livello di protezione vista la presenza di un sistema che valuta la congruità degli ingressi e di tutta l’elettronica in generale che in presenza di valori fuori specifiche pone l’amplificatore in protezione.

Tutta la componentistica è meticolosamente selezionata e di massimo livello: resistenze a norme militari, condensatori audiograde ed ulteriori componenti sovradimensionati specificatamente scelti per garantire prestazioni di massimo livello ed affidabilità.

Anche dal punto di vista del case nulla è stato lasciato al caso grazie ad un’accurata ergonomia che ha permesso una realizzazione relativamente compatta, ancorché notevolmente pesante con i suoi quasi 50 kg di peso. Basti considerare che per ottenere un involucro più compatto i due toroidali sono stati disposti quasi orizzontalmente e montati su una robusta paratia metallica che permette, oltre ad una riduzione delle dimensioni anche un sistema di blindatura di eventuali interferenze elettromagnetiche verso le varie schede elettroniche.

Inoltre i fianchi del case sono stati ricavati da un unico blocco di alluminio scavato dal pieno fresato e tornito con fori per lo smaltimento del calore generato delle quattro coppie di transistor finali ad essi direttamente collegati.

La sezione finale impiega 4 coppie di transistor bipolari per ogni canale, la cui configurazione è quella del cascole rovesciato che quindi è assimilabile ad unico stadio di guadagno seguito dal buffer di uscita.

Sul pannello posteriore del Maestro 2.0 sono presenti 5 ingressi (solo linea) di cui 3 sbilanciati (uno dei quali può essere, tramite telecomando, settato in “Direct Mode” per l’utilizzo come finale) e 2 bilanciati, la presa di alimentazione IEC dotata di vaschetta per 2 fusibili ed l’interruttore generale ed ovviamente i generosi Binding Post per il collegamento ai diffusori per tramite forcelle o banane o fili spellati.

Il robusto pannello frontale (una lastra di alluminio fresata da pieno dello spessore di 14mm) è anch’esso minimalista presenta sulla sinistra 6 Led che indicano lo stand-by ed i 5 ingressi e il sensore per il telecomando, mentre sulla destra sono presenti 16 Led che indicano il volume, infine al centro è presente una manopola, molto schiacciata, multifunzione (acceso, stand-by, volume e cambio ingresso, lasciando i settaggi al robusto telecomando in dotazione in alluminio ricavato per fresatura da un blocco in alluminio).

Prova di ascolto

Bene ma come suona il Maestro 2.0? A mio avviso molto molto bene, e mi spingo oltre, certamente molto meglio di altre elettroniche di Brand blasonati e dal costo superiore anche doppio o triplo.

Allo scopo ci siamo avvalsi di alcuni incisioni di livello e di vari generi musicali: Kind of Blue (MoFi) – Miles Davis, Turn Up The Quiet (Verve) – Diana Krall, il brano “La Canzone diMarinella” tratta da “Mi Innamoravo di Tutto” (Sony Music) – De Andrè (in coppia con Mina), The Koln Concert (ECM) – Keith Jarrett, Otello (Decca) – Verdi (diretto da H. Von Karajan eseguita da Del Monaco Tebaldi e Protti alla Filarmonica di Vienna, ed infine The Sound of Silence (Acoustic Version) – Johnny Cash (quest’ultimo brano in file a 96 kb).

L’ascolto di Kind of Blue evidenzia sin dalle prime note un sound decisamente soddisfacente e corposo con la presenza del contrabbasso potente, realistico ed articolato ma con chiara leggibilità dell’aria mossa dalle corde che si contrappone alla trasparenza e pienezza degli strumenti a fiato di Miles Davis e John Coltrane così come la naturalezza del pianoforte genialmente suonato da Bill Evans. Ogni strumento è sempre ben individuabile nell’ambito di un palcoscenico accurato sia in altezza che in larghezza e profondità. Che dire se non da restare affascinati da questa superlativa esecuzione di questi mostri sacri del Jazz. Qui il Maestro 2.0 evidenzia tutte le raffinatezze ed i dettagli ma non radiograficamente, resta sempre piacevolmente musicale permettendo all’ascoltatore di potersi concentrare esclusivamente sul messaggio musicale.

In Turn Up The Quiet la voce della Krall appare giusta e coerente, perfettamente centrata così come il pianoforte, mai invadente, le cui note si susseguono corrette in termini armonici. Anche le sibillanti della Krall restano molto ben controllate. I bassi sempre presenti sono articolati, precisi senza code di sorta. Il Maestro 2.0 quindi non mostra alcuna incertezza durante la riproduzione sempre perfettamente in linea con la registrazione.

Ascoltando la Canzone di Marinella dopo l’introduzione iniziale strumentale inizia con la voce di Mina che appare molto ben calibrata che va in contrapposizione con l’intervento di De André la cui voce calda appare naturale e veritiera a tal punto che l’esecuzione di questo brano in certi passaggi fa letteralmente venire la pelle d’oca. Maestro 2.0 … ottimo.

Keith Jarrett in Koln Concert ritengo abbia superato se stesso e qui con il Maestro 2.0 il pianoforte viene riprodotto in modo esemplare evidenziando tutte le armoniche con una realtà quasi sconcertante (non dimentichiamoci mai che qui parliamo di musica riprodotta e quindi ben differente da un pianoforte dal vivo). Si può affermare che l’elettronica si comporta in maniera decisamente egregia senza se e senza ma.

Passiamo all’Otello di Giuseppe Verdi magistralmente diretto dalla leggenda Herbert Von Karajan alla Filarmonica di Berlino ove Mario del Monaco (Otello), Renata Tebaldi (Desdemona) e Aldo Protti (Iago) interpretano i loro ruoli al meglio di se stessi. L’incisione Decca, a quanto si dice, dovrebbe essere una delle migliori in assoluto. L’attacco iniziale mostra immediatamente una dinamica eccellente (il Maestro 2.0 sembra che abbia una potenza infinita) e poi si passa ad un tappeto di sottofondo di una linea di basso molto profonda altrettanto ben riprodotta senza alcuna incertezza o coda così come il colpo di cannone che risulta molto realistico. Le voci degli interpreti appaiono corrette, ben dimensionate, chiare e coerentemente disposte in un palcoscenico ampissimo. Potremmo affermare che il Maestro 2.0 anche in ambito della riproduzione di musica classica ed operistica si comporti in modo esemplare.

Infine il brano acustico di Johnny Cash (24 bit – 48 Khz) appare straordinario come interpretazione dell’artista e la riproduzione di questo bellissimo brano appare di una realtà incredibile tanto di avere la sensazione che Cash si sia materializzato avanti all’ascoltatore. Ben fatto Maestro 2.0 !

Conclusioni

In conclusione ci troviamo di fronte ad un amplificatore integrato senza fronzoli (phono interno, DAC e quant’altro) quindi solo linea ove tutto è stato ergonomizzato al fine della purezza del suono dal costo certamente non alla portata di tutti ma d’altro canto la qualità costa e poi è un prodotto interamente pensato, studiato e realizzato in Italia con manodopera esclusivamente italiana.

Audio Analogue & Airtech ben fatto !

P.S. – Affiché si possano ottenere i migliori ascolti è fortemente consigliabile che abbia un discreto tempo di riscaldamento.

Specifiche tecniche dichiarate dal costruttore:

Canali:2

Impedenza di Ingresso: 47 KOhm

Segnale di ingresso: 6 Vrms

Potenza su carico 8 Ohm (Un canale in funzione): 200 Watt – 1% THD + N

Potenza su carico 4 Ohm (Un canale in funzione): 400 Watt – 1% THD + N

Potenza su carico 2 Ohm (Un canale in funzione): 600 Watt – 1% THD + N

Sensibilità: 720 mV RMS

Risposta in frequenza (Attenuazione 0dB, Banda a -3dB): 90 KHz

Resistenza di uscita (Potenza nominale su 2Ω ad 1kHz): 0,2 Ohm

Livello di rumore (Limiti di Banda 0Hz-80kHz): ≈20µV

Livello di rumore (Pesato A): ≈10µV

Rapporto Segnale Rumore (SNR) (Attenuazione 0dB, riferito alla potenza nominale su 8Ω, pesato A) ≈100 dB

Consumo in Stand-By: 0,5 Watt

Dimensioni: 205x450x465

Peso: 47,50 Kg

Mi preme evidenziare che gli ascolti sono stati effettuati in ambiente casalingo (ove poi si tratta della maggioranza dei casi). Di seguito gli apparecchi utilizzati:

Diffusori: Sonus Faber Olympica II

Sorgente Analogica: Giradischi SME Model 10 dotato di braccio SME Series IV

Testine Fonografiche:

Benz Micro LP

Dynavector SV XX2 Mk II

Supex 900 Super

Pre-phono: Benz Micro PP1-T9 Lukashek (dedicato alla Benz Micro LP)

Audio Analogue AAPhono;

Sorgente digitale: Ian Canada per la riproduzione di file in vari formati tra cui DSD sino a 128 e streaming;

Cavi: Sorgenti segnale, alimentazione, potenza ed alimentazione AirTech Zero.